giovedì 25 novembre 2010

Quandoeroaerasmus

al supermercato c'erano le confezioni per studenti tristi e soli, così non dovevo mangiare petto di pollo per una settimana
non si è mai visto che a ballare dancehall ci fosse un solo nero nel locale
il pavimento non scricchiolava
avevo i vicini spagnoli, non triestini
avevo internet in camera, non dovevo andare a caccia di wireless senza protezione
avevo il bagno come quello dei camper ma senza sanitrit
gli ingegneri mi perseguitano sia là che qui ma almeno quelli lassù non hanno mai confessato di essere anche scout e leghisti
non c'era la bora. La neve sì ma non la bora
nessuno si sarebbe mai sognato di dirmi “Vi pagheremo in buoni pasto da 12 euro...gli interpreti...i traduttori no”
il sabato sera conoscevo gente nuova
prendevo la metro, non un autobus pieno di malviventi cragnosi
la birra era buona
avevo la lavanderia sotto casa, che sembrava di essere in un telefilm americano
mi mancava la famiglia Centis ed ero felice ogni volta che li sentivo
la domenica era museo e Starbucks, non divano e apatia
conoscevo più gente single che fidanzata e non mi sentivo la zitella di turno
quando c'era il sole uscivo, non lo guardavo dalla finestra con la testa sul libro
la mia padrona dii casa era l'associazione delle case dello studente, non la Giovanna
se di martedì sera uscivo in jeans e scarpe da ginnastica per andare a ballare musica di merda non mi sentivo una stracciona

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